La Cannaiola

Il vino e la sua terra

La Cannaiola è un vino DOC prodotto nella Tuscia Viterbese e più precisamente nel comune di Marta, antico borgo di pescatori sul lago di Bolsena, in provincia di Viterbo. E’ ottenuto dalla vinificazione dell’omonimo vitigno, canaiolo, molto resistente alla siccità.

Il nome del vino deriva da “Dies Canicularis” ovvero i “giorni della Canicola”, caratterizzati da un caldo acuto che colora gli acini dell’uva di un colore rosso scuro.

La canaiola (cannaiòla, canaiuòla) è quindi una varietà di uva da vino rosso, conacini subovali, nero-violacei, di sapore dolce acidulo che comincia a maturare tra la prima settimana del mese di agosto fino all’ultima di settembre  e/o la prima decade di ottobre, in funzione delle condizioni climatiche.

Il vino per le sue peculiarità organolettiche, somiglia all’Aleatico di Gradoli: colore rosso rubino, profumo gradevole, sapore dolce, corposo e fresco con intenso aroma fruttato; la sua densità è alta e costituisce una caratteristica tipica; la gradazione media è di 13 gradi alcoolici.

Il vitigno entra nella composizione di molti vini tra cui il Chianti ed i terreni vulcanici in cui viene coltivato, sono buoni per la maggior parte delle coltivazioni; terreni con una buona esposizione e di medio impasto, poveri di sostanza organica.

La cannaiola si abbina bene ai formaggi poco stagionati, come la caciotta, salumi locali o con il pesce locale (anguilla alla cacciatore o in agro dolce), ma si accompagna anche molto bene con il dessert non troppo dolci e frutta secca.

Un pò di storia e tecnica di raccolto.

Dalla documentazione ritrovata è certo che il vitigno sia arrivato a Marta nel Medioevo e abbia qui trovato le condizioni pedoclimatiche adatte per esaltare le sue caratteristiche.
Si è diffuso maggiormente nel 1960/1970. Attualmente si sta verificando un progressivo abbandono della viticoltura; con una stima di larga massima, la superficie attualmente investita a Cannaiola non supera i 10 ettari, quasi tutti compresi nel territorio di Marta, a parte pochi filari che si possono trovare nei territori limitrofi di Capodimonte e Tuscania e, pur sempre, di proprietà di cittadini di Marta, che sono gli unici depositari di tale tradizione.

Produzione

Attualmente la vinificazione avviene sempre per piccole partite familiari ed è effettuata quindi con mezzi e tecniche molto tradizionali.
Alla vendemmia segue una pigiatura senza diraspatura e si avvia il mosto ottenuto alla fermentazione, senza aggiunta di anidride solforosa. Il mosto si lascia fermentare per 5 giorni, provedendo ogni 5-6 ore all’immersione delle vinacce galleggianti, per evitare fenomeni di acidificazione e la formazione del cosiddetto “cappellaccio”.
Dopo la “svinatura” il vino fiore subisce variabili travasi, nella maggior parte dei casi all’inizio e alla fine dell’inverno.
La conservazione avviene in piccole botti di legno, usate unicamente per la Cannaiola, oppure in recipienti di vetro.